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sabato 3 dicembre 2022

Nel mondo

Sulle strade

Dietro ad ogni finestra tante persone vivono, gioiscono, soffrono, lavorano, muoiono, hanno speranze e delusioni...Tutti cercano qualcosa che li renda soddisfatti: nuove amicizie, conoscenze, affetti, realizzazione di sé. In fondo cercano la felicità.

Noi siamo convinti che la chiave della felicità sia Gesù. E’ Lui il tesoro nascosto di cui parla il Vangelo.
Ma in quante case riesce ad entrare? In quanti cuori può penetrare?
Padre Giuseppe soleva dire: "Dio non è amato perché non è conosciuto"; a volte è solamente conosciuto male.  Non ci si avvicina a Dio a causa di pregiudizi, formazioni rimaste a livello elementare o avute in modo erroneo … Allora  … Facciamolo conoscere!

Con la Chiesa


Noi del Movimento dell'Immacolata vogliamo vivere in comunione

«Nessuno può aver Dio per Padre se non ha la Chiesa per Madre».
(San Cipriano di Cartagine, De Ecclesiae Catholicae unitate)

«Anche noi, pertanto, riceviamo lo Spirito Santo se amiamo la Chiesa, se siamo compaginati nella carità, se godiamo del nome e della fede cattolica. Crediamo, fratelli: per quel tanto che uno ama la Chiesa, egli ha lo Spirito Santo... Abbiamo dunque lo Spirito Santio se amiamo  la Chiesa; e l'amiamo se perseveriamo nella compagine e nella carità di essa».(Sant'Agostino, Discorsi sul Vangelo di Giovanni, 32,7-8).

sabato 19 marzo 2022

Gesù alle nozze


Briciole di luce
Il racconto delle nozze di Cana è altamente simbolico. Nel prologo di Giovanni leggiamo: “Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo”. (Gv 1,17).

Prima si parlava di Lui, poi abbiamo avuto notizia dello sposalizio il terzo giorno (termine che nella Bibbia indica il giorno della consolazione, della risurrezione) e infine abbiamo incontrato la presenza della madre di Gesù. Qui, invitato alle nozze, Gesù con i suoi discepoli fa l’ingresso ufficiale, inaugura la sua missione di rabbi itinerante, portatore di una novità inaudita. Questa è la notizia principale. Un grande evento sta avvenendo davanti a noi e noi abbiamo il privilegio di essere protagonisti insieme ai discepoli.

giovedì 17 marzo 2022

Ecco io faccio nuove tutte le cose

Briciole di Luce
Quest'anno è iniziato il decennio dell'inaugurazione del Movimento dell'Immacolata, avvenuta l'8 dicembre 2012.

Di mese in mese cercheremo di approfondire l'ascolto della Parola dell'episodio delle Nozze  di Cana, Parola che ci ha affascinati fin dall'inizio. Su questo brano di Vangelo aleggia un vento di nuova creazione che è speranza per noi poveri, continuamente rifatti come i vasi del vasaio (Geremia 18,1-6). 
La Parola viene sussurrata all'orecchio del nostro cuore in modo sempre nuovo,  capace di trasformarci.

Scrive sant' Efrem il Siro:

Chi è capace di comprendere, Signore, tutta la ricchezza di una sola delle tue parole? È molto più ciò che ci sfugge di quanto riusciamo a comprendere. Siamo proprio come gli assetati che bevono ad una fonte. La tua parola offre molti aspetti diversi, come numerose sono le prospettive di coloro che la studiano. Il Signore ha colorato la sua parola di bellezze svariate, perché coloro che la scrutano possano contemplare ciò che preferiscono. Ha nascosto nella sua parola tutti i tesori, perché ciascuno di noi trovi una ricchezza in ciò che contempla.

La sua parola è un albero di vita che, da ogni parte, ti porge dei frutti benedetti. Essa è come quella roccia aperta nel deserto, che divenne per ogni uomo, da ogni parte, una bevanda spirituale. Essi mangiarono, dice l’Apostolo, un cibo spirituale e bevvero una bevanda spirituale (cfr. 1 Cor 10, 2).

Colui al quale tocca una di queste ricchezze non creda che non vi sia altro nella parola di Dio oltre ciò che egli ha trovato. Si renda conto piuttosto che egli non è stato capace di scoprirvi se non una sola cosa fra molte altre.

E grida lo Spirito nell’Apocalisse:

ECCO, IO FACCIO NUOVE TUTTE LE COSE
 (21,5)

Natale 2021

Briciole di luce

Eccomi è la parola-chiave della vita. Segna il passaggio da una vita orizzontale, centrata su di sé e sui propri bisogni, a una vita verticale, slanciata verso Dio. Eccomi è essere disponibili al Signore, è la cura per l’egoismo, è l’antidoto a una vita insoddisfatta, a cui manca sempre qualcosa. È scegliere di scommettere sul Signore, docili alle sue sorprese. Ciò non vuol dire che per Maria la vita sia stata facile, no. Stare con Dio non risolve magicamente i problemi. Ma Maria mette la fiducia in Dio davanti ai problemi. Si fida di Dio.(Papa Francesco)

Il vaso spezzato

Briciole di luce - Vangelo di Marco 14,1-9.
Betania significa
casa del povero: siamo in casa di Simone il lebbroso, uno considerato impuro. Qui Gesù è visitato da una donna, che è anche lei impura, e compie un gesto di alto valore simbolico: “Ruppe il vaso”, e “Versò il profumo sul suo capo”.

Versare olio sul capo era l'azione dei sacerdoti che consacravano re e profeti; la donna sta compiendo un'azione che ha prerogative sacerdotali. Ecco perché i suoi s’indignarono; lei versa un vasetto di nardo, profumo preziosissimo.

Questa donna anticipa ciò che avverrà sulla croce. Gesù, vaso preziosissimo, verrà spezzato, e per questo ne uscirà un profumo che impregnerà la realtà intera strappandola dalla morte.

In ebraico, il nome è uguale all’essenza della persona. Il nome, l'essenza di Dio è l'amore. Sulla croce quando verrà spezzato il corpo di Cristo, il nome di Dio, l'essenza di Dio, l'amore, il profumo di Dio, verrà elargito su tutti indistintamente: buono, cattivo, delinquente, santo, maschio o femmina.

Notare la portata simbolica di questo brano: Gesù è sdraiato a tavola; Maria sdraiò Gesù sulla mangiatoia: Gesù si fa mangiare, l’amore si fa mangiare. Alabastro, vetro preziosissimo; è Cristo questo vaso preziosissimo che contiene tutta la pienezza della divinità (È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità,Colossesi 2,9).

Perché l'ha spezzato? C'era il tappo! Perché l'amore conservato, misurato, cessa di essere amore: l'amore non va misurato, non si può conservare. Lo spreco è misura dell'amore, la misura dell’amore è non avere misura.
E alcuni si indignarono… “Perché questo spreco di profumo?” Non bastava amare un po' di meno? Non meritava amare così...
Sciala! Sciala! L'amore va buttato! Calcolare nell'amore non è amore, solo lo spreco dell'amore guarisce una vita che sta andando in putrefazione.
Questa è la tentazione: di non sprecare tempo, energie. No, se si trattiene qualcosa, fallisce tutto.

Gesù dice: “Lasciatela stare, ha compiuto un’azione buona verso di me… Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura”.
Ogni volta che amiamo si compie una nuova creazione, si strappa alla morte.
Andranno a profumarlo dopo la sepoltura, ma inutilmente: non lo troveranno. L’amore strappa dal sepolcro, chiama, è già fuori dal sepolcro. Se amiamo possiamo fare in modo che le persone che amiamo possano essere preservate dal sepolcro.
(tratto da un commento di don Paolo Scquizzato).

Un test sulla fede

 Ecco una riflessione che Papa Francesco ha fatto ultimamente a se stesso ed a noi, partendo dal Vangelo di Marco, cap. 10. Ne riportiamo i tratti essenziali.


1 - Un tale esordisce con questa domanda: «Che cosa devo fare per avere la vita eterna?» (v. 17). Notiamo i verbi che utilizza: dover fare – per avere. Ecco la sua religiosità: un dovere, un fare per avere; “faccio qualcosa per ottenere quel che mi serve”. Ma questo è un rapporto commerciale con Dio. La fede, invece, non è un rito freddo e meccanico, un “devo-faccio-ottengo”. È questione di libertà e di amore…. La prima cosa da fare è liberarci di una fede commerciale e meccanica, che insinua l’immagine falsa di un Dio contabile, un Dio controllore, non padre. E tante volte nella vita possiamo vivere questo rapporto di fede “commerciale”: io faccio questo perché Dio mi dia questo.


2 - Gesù aiuta quel tale offrendogli il volto vero di Dio. Infatti – dice il testo – «fissò lo sguardo su di lui» e «lo amò» (v. 21): questo è Dio! Ecco da dove nasce e rinasce la fede: non da un dovere, non da qualcosa da fare o pagare, ma da uno sguardo di amore da accogliere. Così la vita cristiana diventa bella, se non si basa sulle nostre capacità e sui nostri progetti, ma si basa sullo sguardo di Dio. La tua fede, la mia fede è stanca? Vuoi rinvigorirla? Cerca lo sguardo di Dio: mettiti in adorazione, lasciati perdonare nella Confessione, stai davanti al Crocifisso. Insomma, lasciati amare da Lui. Questo è l’inizio della fede: lasciarsi amare da Lui, che è padre.

3 - Dopo la domanda e lo sguardo c’è un invito di Gesù, che dice: «Una cosa sola ti manca». Che cosa mancava a quell’uomo ricco? Il dono, la gratuità: «Va’, vendi quello che hai, dallo ai poveri» (v. 21). È quello che forse manca anche a noi. Spesso facciamo il minimo indispensabile, mentre Gesù ci invita al massimo possibile. Quante volte ci accontentiamo dei doveri – i precetti, qualche preghiera e tante cose così – mentre Dio, che ci dà la vita, ci domanda slanci di vita! Nel Vangelo di oggi si vede bene questo passaggio dal dovere al dono; Gesù inizia ricordando i comandamenti: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare...» e così via (v. 19), e arriva alla proposta positiva: “Va’, vendi, dona, seguimi!” (cfr v. 21). La fede non può limitarsi ai no, perché la vita cristiana è un sì, un sì d’amore.
La Vergine Maria, che ha detto a Dio un sì totale, un sì senza ma, ci faccia assaporare la bellezza di fare della vita un dono.
(Tratto dall’Angelus del 10 ottobre 2021)

Coltivare la speranza

Il Profeta Isaia, nel cap. 35, punta l'occhio “penetrante” nel futuro e con un linguaggio simbolico profetizza l'avvento di un tempo di ribaltamento delle situazioni:

Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto,
perché scaturiranno acque nel deserto,
scorreranno torrenti nella steppa.
La terra bruciata diventerà una palude,
                                           il suolo riarso sorgenti d'acqua.

Questa alta poesia lascia trasparire come una voce lontana:  "Beati...beati...beati..."
È la voce di Gesù, del Vangelo, del vino nuovo in otri nuovi.
Questa voce continuerà a risuonare nei secoli.

Noi viviamo in questo tempo di speranza.
Crolleranno i muri , cadranno le barriere fra i popoli, la natura godrà di questa armonia.

- Ma non è utopia? Guardiamoci attorno...

- Noi sappiamo che nel campo di grano, anche in ciascuno di noi, viene seminata zizzania…
Ma guardiamoci ancora attorno: quanto bene!
Gesù continua a guarire il sordomuto come leggiamo nel Vangelo di Marco cap. 7.

Il sordomuto sono io, sono tante sorelle e fratelli.
E se noi sapremo avvicinarci e toccare le ferite di chi soffre, nascerà il miracolo.

                                                                     

martedì 24 agosto 2021

Briciole

Sono veramente briciole
queste parole
tra le tante che si dicono,
tra le catastrofi che piombano
come uccelli rapaci.


Briciole.
che si raccolgono
tra grida strazianti,
vite spezzate,
famiglie infrante.

Briciole
di carezze e sorrisi,
di condivisione del poco
o del molto.
Di preghiere con le mani alzate
come bimbi che cercano
rifugio tra braccia sicure
che non li lasceranno cadere.

Briciole di
di umanità,
in una umanità lacerata.

Scopriremo
queste piccole briciole
nascoste fra le macerie
come diamanti,
come luci che palpitano
nella stoppia.

© Movimento dell’Immacolata

lunedì 21 giugno 2021

L'Immacolata: la Donna del SI'

Abbiamo parlato in Briciole 4/2021 del buon Pastore, di quel Cuore che ha tanto amato gli uomini.
Ora parliamo di Maria, la Madre.
Maria non ci ruba Gesù, non ci allontana da Lui, ma ci avvicina a Lui.
È bello pensare che come Gesù è giunto a noi attraverso di lei, così noi possiamo andare a Gesù attraverso di lei. Non ci perdiamo niente, anzi!

Chi va sul sito https://www.movimentodellimmacolata.it
legge in homepage:

AFFIDAMENTO A MARIA
Vergine Immacolata, Madre mia, Maria,
io rinnovo a te, oggi e per sempre,
l'affidamento di tutto/a me stesso/a
e del mondo intero.

Ebbene, non vengono richieste adesioni ufficiali al Movimento dell'Immacolata, ma, con l’aiuto divino,  il cercare di vivere quest'affidamento a Maria, unitamente alla missione, può essere un "segno" di appartenenza.
Ognuno, secondo le proprie condizioni di vita, vivrà quest’affidamento a Maria in un rapporto particolarissimo con Lei, sotto il soffio dello Spirito Santo.

Come vorremmo che il Movimento dell'Immacolata fosse veramente Suo, un dono di San Giuseppe alla sua Sposa!
Anche San Giuseppe sta alle origini del Movimento.

L’Immacolata: la Donna del SI'.
Così gli Evangelisti ci presentano Maria.

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38).

E anche Matteo, nel primo capitolo, ci presenta Giuseppe  “uomo giusto”, avvolto nel silenzio dell’amore.

lunedì 24 maggio 2021

Fate quello che vi dirà

 

In questi giorni vogliamo lasciarci rinnovare da quella stella che ci guida: l’episodio delle nozze di Cana presentato da Giovanni 2,1-11. Ecco alcuni versetti:

Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».

Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare»; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola».

Sappiamo come andò a finire.
Maria ci prega, e la sua preghiera trapassa i secoli.
“Fate quello che vi dirà” sono le sue ultime parole nel Vangelo, il suo testamento, e diventano programma di vita che  fa scattare l’ora della grazia.

Vai avanti, fìdati di Dio anche quando non capisci, anche quando ti pare che non risponda! I servi, gli umili si fidano! E nasce il miracolo del vino, della gioia destinata a permeare tutta l’umanità!
Certamente non ci sarebbero più guerre!

Ed ora un pensiero-poesia tratto dall’Ebook-Kindle “Pennellate di vita”:

NOZZE DI CANA

Sposi senza nome.
Nozze senza vino.
Dov'è la festa?
Dov'è l'amore sponsale?

Una donna, Maria,
sussurra:
«Fate quello che vi dirà». 

 

Un uomo, Gesù,
pone un segno,
il primo dei segni.

 

Un Dio che sposa la terra,
che versa,
che sciupa
il vino d'amore.

Giacciono gli otri
svuotati.


Il dono di gioia
inebria di luce

la terra.

 

giovedì 6 maggio 2021

Sono io, non abbiate paura

Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l'altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti;  il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: "Sono io, non abbiate paura!”. Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti." (Giovanni 6,16-21).

Il mare è sconvolto dal vento. Le onde minacciano di rovesciare la barca. Quante volte accade! Ma i discepoli sono pescatori, abituati alle mareggiate. Solo quando “videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca  ebbero paura”: il divino affascina e spaventa allo stesso tempo. Ma subito una voce conosciuta: “Sono io! Non abbiate paura”.

Io sono! Parola già udita da Mosè nel roveto ardente.
È la carta d'identità di Gesù.
Nel pieno della lotta, del male che tenta di travolgerci: Sono io!
Non avere paura, ti porterò per mano, ti sosterrò, ti darò la mia forza.
Non ti tolgo dalla tua situazione, ma sono qui. Sono qui per te (dal Sal 22).

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
2 su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.
3 Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
4 Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

_________________________
In questo periodo di Covid, trovate le indicazioni  per gli incontri via web, sul sito https://www.movimentodellimmacolata.it e https://www.chicercatrovaonline.it

Riferimenti:
www.movimentodellimmacolata.it 
info@movimentodellimmacolata.it
Tel. 3339988827 – 3331874182

 

martedì 30 marzo 2021

Come bimbi in braccio alla madre

 

I salmi sono gioielli che ci insegnano a pregare, a vivere; anche Gesù e Maria li hanno pregati. Quanti santi hanno pregato i salmi! Essi cantano ciò che il Padre - che è padre e madre - vuole sentir catare da noi nella vita; ma ce n’è uno che magistralmente canta l’abbandono totale in Dio, come bambini. Eccolo:

Signore, non si esalta il mio cuore
né i miei occhi guardano in alto;
non vado cercando cose grandi
né meraviglie più alte di me.


Io invece resto quieto e sereno:

come un bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è in me l'anima mia.


 Israele (ciascuno di noi) attenda il Signore,
da ora e per sempre. (131/130)


Anche Maria, all'annuncio dell'Angelo, si è abbandonata, ha detto “Eccomi! Sì”. E da quel “sì” è nato Gesù. 

Noi pure possiamo diventare madri di Gesù. L’ha detto Lui nel Vangelo di Marco 3,34-35: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre».

Ecco, anche noi possiamo far nascere Gesù attorno a noi ogni giorno, fino all'ultimo giorno della nostra vita.

 

Come gli angeli volare
eternamente
immobili dentro il tuo gorgo
e contemplare i tuoi occhi.
Ancor più, ancor più e sempre,
o Dio, o Amato,
in ogni cosa piacerti!
Sensi di fanciullo ti chiedo,
di farmi interiore e mite,
e taciturno nella tua pace.
E di possedere un cuore chiaro.
(David Maria Turoldo).

venerdì 5 marzo 2021

Essere profumo di Cristo

Si legge sul  Corriere della Sera del 23 febbraio 2021:

“Ore 10,15, villaggio di Kibumba, tre chilometri da Goma. Nella savana più pericolosa del più pericoloso Paese africano, avanzano due jeep bianche. Davanti c’è una missione del World Food Programme,
dietro c’è l’ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio: l’accompagna un funzionario italiano del Wfp, Rocco Leone, e lo scorta un carabiniere, Vittorio Iacovacci. Due autisti, due bodyguard congolesi, sette persone in tutto: un piccolo e discreto convoglio, solo i distintivi Onu sulle portiere. È una missione informale, l’addetto consolare Alfredo Russo doveva parteciparvi ma all’ultimo è rimasto a casa. L’ambasciatore ha passato la domenica da un amico saveriano, padre Franco Bordignon, e ora in sneaker e occhiali scuri va a Rutshuru per visitare una scuola che deve ricevere aiuti alimentari. Nessuno porta l’auricolare di sicurezza, non ci sono ponti radio d’allerta, la strada è considerata «pulita» e relativamente sicura". L’ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio il giorno prima dell’agguato mortale era stato a cena a Goma dai missionari ed aveva detto loro:  «Porterò le mie figlie a trovarvi». 


Attanasio è stato un cristiano autentico. 
San Paolo nella seconda lettera ai Corinzi scrive: “Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo” “ (2,15). 
“Profumo”, espressione già presente nell’Antico Testamento, indica qualcosa d’inesprimibile e nello stesso tempo di  immediato, che ci giunge attraverso i sensi. 
All’inizio del Cantico dei Cantici, che celebra un amore umano e nello stesso tempo allude all’amore sponsale di Dio per l’umanità, leggiamo: 
 
       Inebrianti sono i tuoi profumi per la fragranza,
       aroma che si spande è il tuo nome: 
       per questo le ragazze di te si innamorano. 
       Trascinami con te, corriamo! (1,3-4). 

Sappiamo che
  quando c’è  l’espressione “il nome “ nella Bbbia, s’intende la persona; per cui è come si dicesse: «Tu sei aroma che si spande!
Il cristiano partecipa del profumo di Cristo e lo spande attorno a sé e nel mondo intero.

sabato 20 febbraio 2021

La preghiera dei piccoli

Siamo in un periodo di particolare sofferenza, specie per il Covid-19.

Torna alla ribalta la preghiera di intercessione, e non solo in questo periodo: già da anni giungono al nostro sito www.movimentodell'Immacolata.it le più svariate richieste di preghiera. Molte sono le necessità e noi cerchiamo di venire incontro proprio con la preghiera di intercessione.

Abbiamo riscoperto una lectio divina del cardinal Martini del gennaio 2008 quando si trovava in terra santa. Egli afferma di aver raccolto queste suggestioni dalla Bibbia ebraica (Tanach) e
dal Nuovo testamento.

Inizia con questo brano di vangelo: «Ti ringrazio, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così è piaciuto a te» (Luca 10,21).

Presenta poi le seguenti considerazioni.
Dietro a queste istanze vi è una opposizione:  da una parte, il dotto e il sapiente che pretendono di capire e, dall'altra, i piccoli e i fanciulli che sono immagine del popolo pronto ad accettare le cose del regno di Dio con la semplicità di un bambino.
E cita San Paolo, I Corinzi 1,21.

Noi quando apparteniamo alla categoria del dotto e del sapiente siamo inclini a considerare la preghiera di intercessione come irrilevante e persino assurda. Un po' come sospesa nell'aria, devozionale. Intercedere significa dal latino "camminare nel mezzo ". Qui nessuno obietta. Ma ecco la difficoltà: Dio non pone in essere decisioni sbagliate, e quindi, quando noi veniamo alla preghiera di intercessione (cioè «stare alla presenza di Dio per un'altra persona») domandiamo forse a Lui di intervenire e modificare la situazione di quell'uomo o donna? Qui il sapiente e il dotto pongono molte obiezioni: come può Dio essere mosso a cambiare il suo modo di pensare e correggere una decisione sbagliata? La mente di Dio non è forse immodificabile dall'inizio?

Ma poi di fronte al sapiente e al dotto, vengono i piccoli che ricevono dall'alto il dono dell'intercessione e danno grande valore a questo atteggiamento che è lo stare davanti a Dio per altri. Vi sono molti esempi nell'Antico testamento, a cominciare da Abramo che intercede per Sodoma.

Continua il cardinale: "La preghiera di intercessione è dunque la mia prima priorità, la mia principale quotidiana occupazione per i bisogni delle mie sorelle e dei miei fratelli. Come allora io posso praticarla se è considerata insignificante e assurda?

Entriamo anche noi nei piccoli e negli umili per praticare la grande intercessione!

lunedì 21 dicembre 2020

Segni di risurrezione

Oggi troviamo nelle letture bibliche un tesoro (ogni giorno nella meditazione delle Letture troviamo quella Parola che è proprio per noi, un tesoro da trasformare in preghiera e vita). Oggi, 21 dicembre 2020, la chiesa ci porta in un tempo di primavera dove troviamo un verbo che nel Vangelo è il verbo della risurrezione: alzarsi. E questo ci fa entrare nel Natale ormai alle porte con il cuore di chi vive da risorto. Si, nel Cantico dei Cantici c'è Qualcuno che è alla porta e bussa (cfr. Apocalisse 3,20): 

Una voce! L'amato mio! 
Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline.
L'amato mio somiglia a una gazzella o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia dalle inferriate. 
Ora l'amato mio prende a dirmi:
«Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! Perché, ecco, l'inverno è passato, è cessata la pioggia, se n'è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna.
Il fico sta maturando i primi frutti e le viti in fiore spandono profumo.
Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è incantevole». (Ct 2.8-14). 

L'amata siamo noi. Parrebbe incredibile, ma è così. Siamo invitati a un gesto di gioia, di risurrezione, a lasciare a terra il vestito del "male di vivere", come lo chiama Eugenio Montale.
Anche Maria in Luca 2, si alza in fretta, e corre a compiere un gesto di amore: non pensa a se stessa, ma a Elisabetta che si trova nel bisogno.
La risurrezione avviene in un lampo di luce.
Siamo invitati anche noi ad alzarci e correre con lei, sempre con lei, ponendo segni di risurrezione.

 È QUESTO L’AUGURIO CHE CI FACCIAMO!

In questo periodo di Covid, trovate le indicazioni per gli incontri sul sito chicercatrovaonline.it con cui lavoriamo in collaborazione. Riferimenti www.movimentodellimmacolata.it info@movimentodellimmacolata.it Tel. 3339988827 – 3331874182

sabato 28 novembre 2020

Più forte del male

 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».
(dal Vangelo di Luca 21,12-19).

Pa                              Parole di Papa Francesco

L’unica forza del cristiano è il Vangelo. Nei tempi di difficoltà, si deve credere che Gesù sta davanti a noi, e non cessa di accompagnare i suoi discepoli. La  persecuzione non è una contraddizione al Vangelo, ma ne fa parte: se hanno perseguitato il nostro Maestro, come possiamo sperare che ci venga risparmiata la lotta? Però, nel bel mezzo del turbine, il cristiano non deve perdere la speranza, pensando di essere stato abbandonato. C’è infatti in mezzo a noi Qualcuno che è più forte del male, più forte delle mafie, delle trame oscure, di chi lucra sulla pelle dei disperati, di chi schiaccia gli altri con prepotenza… Qualcuno che ascolta da sempre la voce del sangue di Abele che grida dalla terra. I cristiani devono dunque farsi trovare sempre sull’“altro versante” del mondo, quello scelto da Dio. (Udienza generale, 28 giugno 2017) ­­­­­­­­­­­­­­­­­.

In questo periodo di Covid, trovate le indicazioni  per gli incontri sul sito  chicercatrovaonline.it  con cui lavoriamo in collaborazione.

Riferimenti
www.movimentodellimmacolata.it 
info@movimentodellimmacolata.it
Tel. 3339988827 – 3331874182

mercoledì 18 novembre 2020

Il Bel Pastore

Salmo


Il Salmo 23/22  è uno di quei salmi da imparare a memoria e  pregare lentamente e   e dolcemente nei momenti di dolore.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.

Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

 

  Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.

 Il bel Pastore
 (una piccola risonanza)

Vado per la valle che imbrunisce
e penso e vedo fantasmi di dolore,
uomini e donne che il male ferisce,
vite spezzate da oscuro furore,

Youssef  strappato a madre che impazzisce:
sono scene che spezzano il cuore,
anche il più cinico s'intenerisce.
Ma nella valle s'aggira il Pastore.

Il bel Pastore arriva in un momento
eccolo, viene, saltando sui monti
e ti tocca col suo alito di vento,

e ti conduce a cristalline fonti,
e senza bacchetta magica o portento
ti spalanca magnifici orizzonti.


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In questo periodo di Covid, trovate le indicazioni  per gli incontri sul sito  chicercatrovaonline.it  con cui lavoriamo in collaborazione.

Riferimenti
www.movimentodellimmacolata.it 
info@movimentodellimmacolata.it

venerdì 9 ottobre 2020

Abbi cura

Cresce la febbre del Covid
giro per strade affollate:
una mascherina  giace sul marciapiede
e mi stringe il cuore.

Perché una mascherina
non copre quei volti
noncuranti  e spavaldi
quasi stessimo ballando
su un nuovo Titanic?

Sorella,
Fratello,
Abbi cura di te
Abbi cura di me
Abbi cura di tutti.

E copriti anche il naso.

(9 settembre 2020 © inedita
)