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martedì 25 settembre 2018

Semi d'amore

Troppo spesso il concetto corrente di «volontà di Dio» intesa come forza arbitraria, impenetrabile, che s’impone con implacabile ostilità, spinge gli uomini a perdere la fede in un Dio che è per loro impossibile amare. Una simile interpretazione della volontà divina spinge la debolezza umana alla disperazione; e ci si domanda se non sia spesso l’espressione di una disperazione troppo intollerabile per essere ammessa coscientemente. Questi «dettami» arbitrari di un Padre dispotico e insensibile sono più spesso semi d’odio che semi d’amore. Se tale è il nostro concetto della volontà di Dio, ci è preclusa ogni possibilità di perseguire l’oscuro e intimo mistero dell’incontro che ha luogo nella contemplazione. L’unico nostro desiderio sarà quello di fuggire il più lontano possibile da Lui e nasconderci per sempre dal Suo volto.
Così impo
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ante è l’idea che ci facciamo di Dio! Eppure nessuna idea che possiamo avere di Lui, per quanto pura e perfetta può esprimerlo quale Egli realmente è. L’idea che noi ci facciamo di Dio è più rivelatrice di noi stessi che di Lui. (Thomas Merton, Semi di contemplazione)

lunedì 24 settembre 2018

Il Seme e il Vento



Ogni momento e ogni evento della vita di ogni uomo sulla terra getta un seme nella sua anima. Come il vento trasporta migliaia di semi alati, così il flusso del tempo reca con sé germi di vitalità spirituale che si posano, impercettibili, nella mente e nella volontà degli uomini. La maggior parte di questi innumerevoli semi muore e va perduta, perché gli uomini non sono preparati a riceverli: tali semi infatti possono germogliare soltanto nella buona terra della libertà, della spontaneità e dell’amore.

Questo non è un concetto nuovo. Cristo, nella parabola del seminatore, molto tempo fa ci disse che «il seme è la parola di Dio». Spesso pensiamo che questo si riferisca solo alla parola del Vangelo come viene predicata ufficialmente nelle chiese la domenica. Ma ogni espressione della volontà di Dio è, in un certo senso, una «parola» di Dio e quindi un «seme» di vita nuova. La realtà sempre mutevole in mezzo alla quale viviamo dovrebbe aprirci gli occhi alla possibilità di un dialogo ininterrotto con Dio. Con questo non intendo un «parlare» continuo, oppure una frivola forma interlocutoria di preghiera emotiva, come si usa qualche volta nei conventi, ma un dialogo di amore e di elezione. Un dialogo tra volontà profonde. (Thomas Merton, Semi di contemplazione)

giovedì 16 agosto 2018

Prendi il largo!

La Chiesa sta vivendo un tempo di mutamento che dovrebbe influenzare anche le generazioni future. Da oltre cinque anni Papa Francesco ci invita a una particolare conversione, tenuto conto anche dei profondi mutamenti sociali e culturali dell’umanità. In effetti il Vangelo è destinato a tutti i tempi, ma
dovrebbe essere comprensibile e vivibile in ogni tempo ed in ogni cultura.

domenica 12 agosto 2018

Il Vangelo è Gioia


Nell'ultimo Foglietto "Briciole di Luce", si mette l'accento sul Concilio Vaticano II ed in particolare sul pontificato di Papa Francesco, come "Segno dei Tempi".

                   Scarica il Foglietto "Il Vangelo è Gioia"

mercoledì 1 agosto 2018

Preghiera meditativa 9 luglio 2018



Invoco lo Spirito Santo
Leggo e rileggo Matteo 9,18-26
Ripeto, ripeto, con attenzione amorosa:
        Prendimi per mano,
        che io mi alzi, Signore!

Preghiera meditativa 10 luglio 2018



Invoco lo Spirito Santo
Leggo e rileggo Matteo 9,32-38
Ripeto, ripeto, con attenzione amorosa:
       GESÙ, fà che accogliamo il tuo Vangelo!

mercoledì 23 maggio 2018

Svuotare se stessi

Il cuore di Cristo è il cuore di un Dio che, per amore, si è «svuotato». Ognuno di noi che segue Gesù dovrebbe essere disposto a svuotare se stesso. Siamo chiamati a questo abbassamento: essere degli «svuotati». Essere uomini che non devono vivere centrati su se stessi perché il centro è Cristo e la sua Chiesa. E Dio è il Deus semper maior, il Dio che ci sorprende sempre.  Papa Francesco


sabato 12 maggio 2018

martedì 24 aprile 2018

Incarnazione e Vangelo (José Maria Castillo)


Al calar del sole

Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. (Luca 4,40).

Giunge la sera, la giornata di Gesù è quasi terminata, ma ecco che da tutta la città vengono portati malati e indemoniati davanti alla porta della casa in cui egli si trova. Non si dice letteralmente “li guariva”, ma “li curava”. Il prendersi cura è espressione di qualcosa che viene dall’amore.

La sera nei Vangeli ha un grande valore simbolico: è preludio dell’ultima sera, quando Gesù farà il dono totale di sé. Per noi la sera e la notte sono il simbolo della morte, dove tutto è finito, qui invece è il luogo dove tutto esplode in pienezza di vita.

Il profeta Isaia nel carme 53 dice che “…egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori.”  Gesù ha portato su di sé tutte le nostre notti, i nostri mali, le nostre ferite.


La croce è l’impotenza di Dio che ci salva. Allora la stessa morte diventa non più morte, ma luogo di comunione e di vita piena.

Questo passo di Luca ci fa vedere in modo diverso la sera: è un anticipo di quello che sarà la resurrezione.

(cfr. Silvano Fausti, Gesuiti di Villapizzone).

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Lunedì 7 maggio alle ore 18 ci troveremo in Corso Peschiera 192/a - Torino, per il Cenacolo mensile: una lectio divina (Vangelo di Luca 5,1-11), seguita da un tempo di condivisione e preghiera. L’incontro è aperto a tutti.


                        info@movimentodellimmacolata.it
                        Tel. 3339988827 – 3331874182